Sposarsi in paradiso

Sposarsi in paradiso? si lo voglio !

Perché non pensare di pronunciare il fatidico SI in un luogo incantato ?
per esempio una meravigliosa spiaggia bianca dell’isola di Mauritius o delle Seychelles ? e se fosse un giardino di orchidee Tailandese ? o ancora, sullo sfondo di un tramonto polinesiano ?
Immaginate la vostra vita insieme che inizia tra i profumi e i sapori di una terra meravigliosa e lontana …
Pensateci, non è poi così difficile o costoso come si può pensare …

 

tecnicamente
Secondo l’art. 16 del DPR 396/2000, il matrimonio di un cittadino italiano in un paese estero può essere celebrato non solo davanti alle nostre autorità diplomatiche, ma può assumere piena validità in Italia anche quando viene celebrato dinnanzi alle autorità locali seguendo le leggi previste di quel paese sempre naturalmente che non siano in contrasto con i principi fondamentali del nostro ordinamento quindi:

 

- maggiore età (art.84)
- mancanza di interdizione per infermità mentale (art.85 c.c.)
- mancanza di precedente vincolo matrimoniale valido (art.86 c.c)
- mancanza di ogni tipo di legame di parentela con il futuro co.niuge (art.87 c.c.)

 

E’ importante anche segnalare che spesso non sono nemmeno richieste le pubblicazioni in Italia prima di contrarre matrimonio (tranne in quei paesi che le richiedono anticipatamente quale prova della capacità di potersi davvero sposare, quindi di averne i requisiti italiani), e che spesso non è possibile optare per il regime di separazione dei beni essendo questa una regola tutta italiana (il problema è comunque risolvibile tramite un atto notarile).

 

Per i riti puramente celebrativi non vengono richiesti documenti in quanto trattasi solo di una “promessa” pronunciata, quindi senza alcuna validità ufficiale. Alcuni di questi matrimoni possono essere celebrati da ministri anche di altre religioni, o per esempio sotto la benedizione di monaci buddisti o secondo i rituali polinesiani o con la cerimonia folcloristica maldiviana.